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AIDS: una nuova campagna di comunicazione del Ministero per la giornata mondiale

“Con l’Hiv non si scherza, bisogna proteggere se stessi e gli altri e avere rispetto anche del partner”. A lanciare il messaggio è la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha presentato in una conferenza stampa la nuova campagna di comunicazione in vista della Giornata mondiale dell’Aids, che si celebra il 1° dicembre, realizzata con la collaborazione dell’Istituto superiore di sanità. “C’è poca consapevolezza tra i ragazzi e le ragazze sulle malattie sessualmente trasmissibili e sull’Aids, come se l’Aids fosse scomparso e non è così – ha sottolineato la Ministra – Abbiamo pensato a una serie di campagne modulate su diverse fasce di età, su diverse sensibilità, per cercare di riattivare l’allarme, contrastare l’abbassamento della percezione del rischio, promuovere comportamenti corretti”.

La campagna
Alla realizzazione della campagna, dal claim

“Con l’HIV non si scherza, proteggi te stesso e gli altri!”

che prevede iniziative volte a sensibilizzare diversi target di popolazione, hanno collaborato anche l’Istituto superiore di sanità e il Comitato Tecnico sanitario (Sezioni per la lotta all’AIDS e del volontariato per la lotta all’AIDS).

Nel corso della Conferenza sono stati presentati gli spot video di sensibilizzazione per la popolazione generale realizzati con la collaborazione di due testimonial d’eccezione: gli attori Dario Vergassola, presente alla conferenza stampa, e Giulia Michelini.

Per il target giovanissimi si è deciso di ideare una campagna di comunicazione decisamente innovativa su Youtube, arruolando alcuni tra i maggiori Youtubers italiani: Willwosh, Daniele Doesn’t Matter e theShow. Tutti ragazzi che hanno in media più di un milione di iscritti sui rispettivi canali.

Le nuove diagnosi di infezione da HIV
Gianni Rezza, capo dipartimento delle malattie infettive dell’ISS ha poi commentato i nuovi dati relativi alle persone risultate positive al test HIV per la prima volta.

Nel 2016 sono state segnalate al sistema di sorveglianza 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti, di cui il 76,9% sono maschi. Questa incidenza pone l’Italia a parità della Grecia al 13° posto tra le nazioni dell’Unione Europea.
Nel 2016 si è osservata una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV che dell’incidenza (casi/popolazione).
Negli ultimi anni si evidenzia una lieve diminuzione del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV per tutte le modalità di trasmissione: maschi che fanno sesso con maschi (MSM); eterosessuali maschi e eterosessuali femmine, consumatori di sostanze per via iniettiva (IDU).
La maggior parte delle nuove diagnosi da HIV si riscontra negli MSM.
Negli ultimi anni rimane costante il numero di donne con nuova diagnosi di HIV.
Nel 2016 sono stati diagnosticati 5,7 nuovi casi di HIV positività ogni 100.000 residenti. Le regioni con l’incidenza più alta sono state: il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia.
Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2016 hanno un’età mediana di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza maggiore è nella fascia d’età 25-29 anni.
Nel 2016 il 35,8% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Tra gli stranieri il 65,5% di casi è costituita da eterosessuali (eterosessuali femmine 34,9%; eterosessuali maschi 30,6%).
Negli ultimi anni si osserva un rilevante aumento della quota degli stranieri con una nuova diagnosi di HIV.
Nel 2016, il 36,9% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 55,6% con un numero inferiore a 350 cell/μL. Negli ultimi anni si osserva un lieve aumento della quota delle persone con nuova diagnosi di HIV in fase clinica avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi).
Nel 2016, il 30,7% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV ha eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 27,5% in seguito a un comportamento a rischio e il 12,2% in seguito a controlli di routine.
In Piemonte, Emilia Romagna e nelle Provincie Autonome di Trento e Bolzano l’esecuzione del test di avidità anticorpale, che permette con una buona approssimazione di identificare le infezioni recenti, ha evidenziato che nel 2016 il 16,8% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV ha verosimilmente acquisito l’infezione nei 6 mesi precedenti la prima diagnosi di HIV positività.

I casi di AIDS
Dall’inizio dell’epidemia nel 1982 ad oggi sono stati segnalati al Centro Operativo Aids (COA) quasi 69.000 casi di AIDS, di cui poco più di 44.000 deceduti fino al 2014. Si osserva un lieve decremento del numero annuo delle nuove diagnosi di AIDS, mentre rimane stabile il numero di decessi.

Nel 2016 sono stati diagnosticati 778 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,3 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione negli ultimi quattro anni.
È diminuita nel tempo la proporzione di persone che alla diagnosi di AIDS presentava un’infezione fungina, mentre è aumentata la quota di pazienti con un’infezione virale o un tumore.
Nel 2016, circa il 22% delle persone diagnosticate con AIDS ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS. Il fattore principale che determina la probabilità di avere effettuato una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS è la consapevolezza della propria sieropositività: nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 20,5% del 1996 al 76,3% del 2016.

Telefono verde AIDS 800.861.061

Il Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TVAIDS e IST) è un servizio anonimo e gratuito, istituito dalla Commissione Nazionale Lotta contro l’AIDS nel 1987 e co-finanziato dal Ministero della Salute. Il TVAIDS e IST rappresenta da oltre 25 anni una delle attività più significative dell’Istituto Superiore di Sanità. Il Servizio è impegnato in interventi di prevenzione primaria e secondaria dell’infezione da HIV, dell’AIDS e delle IST rivolti alla popolazione generale e a target specifici, attraverso l’intervento di Counselling Telefonico. Il TVAIDS e IST ha condotto una recente indagine telefonica pilota su 131 uomini che dichiarano di avere rapporti sessuali con uomini (MSM). I risultati di questa indagine, frutto di un progetto promosso dal Ministero della Salute, saranno diffusi in vista della ricorrenza del 1° dicembre, Giornata Mondiale di Lotta contro l’Aids.

Sempre in vista del 1° dicembre, ha organizzato una serie di iniziative:l’orario di servizio sarà prolungato dalle 10.00 alle 18.00, compreso il servizio legale in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia verrà attivato un indirizzo email dedicato alle persone non udenti al fine di consentire anche a questo target di ricevere informazioni scientificamente corrette e aggiornate sull’infezione da HIV e sulle altre IST sarà condotta un’indagine telefonica sui comportamenti sessuali anch’essa con garanzia di un completo anonimato sarà rivolta alla popolazione femminile.

(fonte: www.avis.it)

PLASMADERIVATI: dal 2013 donati 27 milioni di unità

Il sangue e il plasma donati dagli italiani dal 2013 sono diventati aiuti concreti anche per tanti pazienti con emofilia all’estero, soprattutto in età pediatrica, che non dispongono di un trattamento adeguato: attraverso progetti di cooperazione internazionale è stato possibile donare medicinali plasmaderivati indispensabili a pazienti emofilici in diversi Paesi del mondo. Le attività di cooperazione attuali e le loro prospettive future sono stati i temi centrali della tavola rotonda organizzata a Roma da FedRed Onlus e Fondazione Emo, le associazioni dei pazienti emofilici delle Regioni Emilia Romagna, Marche e Umbria, con la collaborazione del Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità.

Le donazioni dei farmaci plasmaderivati, eccedenti rispetto al fabbisogno regionale e nazionale, sono state rese possibili da dieci regioni e nel quadro dell’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013 che promuove gli accordi di collaborazione per l’esportazione di medicinali plasmaderivati a fini umanitarie lo sviluppo delle reti assistenziali nei Paesi coinvolti. In questi quattro anni, quasi 27 milioni di unità internazionali di fattori della coagulazione sono stati esportati in Afghanistan, Albania, Armenia, India e Serbia; in futuro gli interventi verranno estesi anche a Palestina, Kosovo, Egitto, El Salvador e Bolivia.

Alla presenza dei Viceministri alla Salute di Palestina e Kosovo, la Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, Sen. Emilia Grazia De Biasi, che ha presieduto l’evento, ha affermato: ““Ci rivolgiamo a paesi in guerra, vittime di embarghi, con problemi giganteschi, il sangue è la materia vitale per eccellenza, la possibilità di donare i farmaci è la possibilità di dare la vita a persone che rischiano la vita tutti i giorni”.

“Le donazioni dei prodotti plasmaderivati - ha sottolineato il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno - servono ad assicurare una risposta efficace alle necessità terapeutiche di quei pazienti che altrimenti, in caso di bisogno, non avrebbero adeguato accesso alle cure”.

In linea con quanto sancito dal sopracitato Accordo Stato Regioni, sono stati presentati i programmi di supporto all’organizzazione dei sistemi trasfusionali dei Paesi destinatari degli interventi, nonché alla progettazione ed implementazione di reti assistenziali per i pazienti affetti da emofilia e da malattie emorragiche congenite (MEC), con particolare riguardo a Palestina e Albania. In questo ambito, FedRed Onlus e Fondazione EMO rivestono un ruolo chiave nella realizzazione delle attività di cooperazione internazionale. “Il volontariato organizzato, come espressione di solidarietà sia da parte dei donatori di sangue e plasma sia dei pazienti, in questo caso affetti da emofilia e altre malattie emorragiche congenite” ha concluso Walter Orlandi, Direttore Generale della Salute della Regione Umbria, Walter Orlandi, in rappresentanza delle Regioni, “si dimostra un partner affidabile e indispensabile per le istituzioni pubbliche al fine di garantire un più ampio accesso ai trattamenti, soprattutto in età pediatrica".

(fonte Centro Nazionale Sangue)

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