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Covid-19 e donazioni: come comportarsi se si risiede nelle regioni rosse e arancioni

I donatori possono continuare a donare sangue e plasma per garantire l'autosufficienza nazionale e, di conseguenza, sono liberi di uscire di casa per recarsi nei centri trasfusionali pubblici e associativi.

Il nuovo DPCM, che è in vigore da venerdì 6 novembre fino a giovedì 3 dicembre, introduce limitazioni alla circolazione delle persone soprattutto nelle regioni che rientrano nelle cosiddette "zone rosse" (Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria), dove l'uscita di casa dovrà essere motivata, e nelle "zone arancioni" (Puglia e Sicilia), dove la libera circolazione è consentita solo all'interno del proprio Comune.

Misure stringenti disposte dal Governo allo scopo di frenare la nuova ondata di contagi da Covid-19. Provvedimenti che tuttavia, alla base di quanto già indicato dal Ministero della Salute nei mesi scorsi, non coinvolgono i donatori, che in ogni caso dovranno compilare e, nel caso di controllo da parte delle forze di polizia, esibire il modello dell'autocertificazione.

La donazione di sangue ed emocomponenti rientra tra le “situazioni di necessità” per le quali sono consentiti gli spostamenti e che, quindi, permettono ai donatori di recarsi nei centri di raccolta pubblici o associativi. 

Come già indicato nei mesi scorsi da AVIS Nazionale e più volte sottolineato anche dal Centro nazionale sangue, per garantire la sicurezza dei donatori e dello stesso personale sanitario, è importante prenotare la donazione al numero 0141 210410, effettuare il triage telefonico e rispettare le regole per il distanziamento sociale.

avis.it

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